Le mie battaglie PER LE DONNE

Credo che le donne detengano la metà del talento disponibile e che promuovere la loro presenza nella società, nell’economia e nella politica accresca il benessere di un Paese. Per questo ho presentato emendamenti, mozioni, ordini del giorno, interrogazioni e proposte di legge volte ad accrescere la partecipazione delle donne  e a contrastare il fenomeno della violenza. Faccio, inoltre, parte del direttivo dell’Intergruppo parlamentare delle donne. Si tratta del primo organismo in Italia che punta a promuovere misure e ad incentivare l’adozione di provvedimenti per il raggiungimento della piena parità seguendo la scia delle diverse esperienze internazionali presenti da anni in Europa e negli Stati Uniti.

Qui il mio lavoro:

 

Mio emendamento alla legge di stabilità 2018

Chiedeva di destinare due milioni di euro del Fondo parlamentare alle microimprese fondate da donne vittime di violenza. Nonostante il parere favorevole del Ministero dello Sviluppo Economico, la segnalazione dell’Intergruppo delle donne e quindi delle deputate di tutti i gruppi parlamentari, l’emendamento non ha avuto parere favorevole per l’opposizione del Pd. Una scelta che giudico vergognosa. L’ho detto in aula nella discussione generale sulla legge di stabilità.

Qui l’intervento: https://youtu.be/cMTR7Yuvu-E

Sottoscrizione emendamento Tentori alla legge di stabilità 2018

Favorisce l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. L’emendamento approvato in legge di stabilità ha introdotto le donne vittime di violenza  tra i soggetti svantaggiati che devono costituire almeno il 30% dei lavoratori della cooperativa. E’ stato approvato.

Mozione contro la violenza sulle donne 

Le violenze fisiche, sessuali e psicologiche contro le donne sono un abuso dei diritti umani che, nonostante il nostro impegno, viene purtroppo ancora perpetrato in grande misura. Per questo ho espresso grande soddisfazione per l’approvazione da parte del governo di tutti gli impegni contenuti nella nostra mozione tra i quali quello di assumere iniziative normative per abbreviare la durata dei processi al fine di evitare la prescrizione. La certezza della pena è, infatti, un elemento di giustizia per le vittime e un deterrente per gli aggressori.

Qui il video del mio intervento: https://youtu.be/ImSZGnQ9Uig

All’incontro ‘Voci di donne’

“Voci di donne”, a Perugia l’incontro tra le associazioni e le deputate dell’Intergruppo per le donne

Ho partecipato all’incontro organizzato dalla consigliera di Parità della Regione Umbria, Elena Tiracorrendo come membro del direttivo dell’Intergruppo per le donne della Camera insieme alle colleghe Marina Sereni e Tiziana Ciprini. Un bel memento di confronto con le associazioni umbre che si occupano di aiutare le donne vittime di violenza o che lavorano per affermare la parità. Ci hanno presentato le loro proposte e noi le abbiamo raccolte per portarle in Parlamento.

Ordine del giorno per sostenere lo sviluppo della medicina di genere

La medicina di genere rappresenta una nuova prospettiva per il futuro della salute. L’obiettivo è di garantire ad ogni individuo l’appropriatezza terapeutica. Gli uomini e le donne, infatti, pur essendo soggetti alle medesime patologie, hanno sintomi, progressione di malattie e risposta ai trattamenti molto diversi tra loro. Per questo, nell’ambito della discussione del disegno di legge sulla revisione delle professioni sanitarie, ho presentato questo ordine del giorno, approvato dal governo, per fare in modo che si promuovano e sostengano la ricerca sulla medicina di genere e il suo sviluppo, anche attraverso un’adeguata formazione di medici e personale sanitario.

Qui puoi leggere il testo: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/03868-A/008&ramo=CAMERA&leg=17

 

Ordine del giorno protezione donne dopo uscita aggressore dal carcere

In questo ordine del giorno, accolto dal governo come raccomandazione, ho chiesto di introdurre nel nostro ordinamento misure di protezione per le donne vittime di violenza per evitare che gli aggressori, una volta scontata la pena, possano tornare a minacciarle o ad aggredirle.

Qui il video dell’intervento in Aula: https://youtu.be/RfklqntDYFw

Interrogazione protezione donne vittime di violenza dopo uscita aggressore dal carcere

La mia interrogazione ha preso le mosse dal caso della 45enne palermitana Lidia Vivoli. Il 25 giugno 2012, il suo compagno di allora l’ha quasi uccisa, cavandosela con una condanna piuttosto lieve (4 anni e 6 mesi), considerata la gravità delle accuse (tentato omicidio e sequestro di persona), grazie al patteggiamento. Scontata la pena, l’uomo stava per tornare libero, ed abita ad appena 50 km da lei, ma Lidia non era stata informata sulla data della scarcerazione e inoltre il nostro ordinamento non prevede alcun divieto di avvicinarsi alla persona offesa ed ai luoghi da lei frequentati. Ho, quindi, chiesto al Governo di colmare questo vulnus normativo e di rendere più efficiente e preparato il sistema giudiziario nella protezione delle donne vittime di tali efferate violenze, equiparandole a quelle di mafia e terrorismo.

Qui il video della discussione: https://youtu.be/94NG6wT22Ws

Qui il testo dell’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3/03024&ramo=CAMERA&leg=17

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/violenza-donne-bene-protezione-lidia-vivoli/

Qui il comunicato stampa per annunciare interrogazione: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/violenza-donne-tutelare-vittime-colpevole-torna-libero/

Alla conferenza stampa per la presentazione delle proposte contro la violenza sulle donne

Sottoscrizione proposte di legge Vezzali su braccialetto elettronico per casi violenza e fondi per indennizzo vittime

Sono stata tra le sostenitrici più convinte delle proposte di legge della mia collega Valentina Vezzali per estendere l’applicazione del braccialetto elettronico anche agli aggressori nei casi di violenza e per la creazione dei fondi per l’indennizzo delle vittime di reati di violenza di genere e degli orfani di tali vittime. La violenza contro le donne e i bambini, che spesso avviene ad opera di persone loro vicine, resta infatti una delle piaghe della nostra società da estirpare e fare velocemente buone norme è indispensabile per raggiungere questo obiettivo.

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/violenza-genere-battaglia-da-vincere/

Interrogazione per abbreviare i tempi dei processi per le donne vittime di violenza

Ho chiesto al Governo di assumere opportune iniziative normative affinché nei casi di violenza contro le donne i processi abbiano iter più brevi e durata certa. Inoltre, ho sollecitato la possibilità per le vittime di aggressioni di usufruire di forme e modalità per rendere le testimonianze giudiziali che le tutelino maggiormente, attenuando l’impatto psicologico ed emotivo scaturito dalla violenza subita.

Qui puoi leggere l’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3/02837&ramo=CAMERA&leg=17

Qui trovi la risposta del governo: http://www.adrianagalgano.it/wp-content/uploads/2017/04/galgano-interrogazione-processi-veloci-violenza-donne.jpg

Qui il video della discussione: https://youtu.be/OkEFm9285CA

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/violenza-donne-processi-veloci-certezza-della-pena/

Approvazione emendamento per aumento fondi centri anti-violenza

E’ stato approvato dal governo il mio emendamento alla legge di stabilità 2017 segnalato dall’Intergruppo delle donne per aumentare di 5 milioni di euro i fondi per il Piano anti-violenza per assistere le donne vittime di abusi e i loro figli incrementando del 50%, per il triennio 2017-2019, il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. Fondo che, quindi, è passato da 10 a 15 milioni di euro.

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/violenza-donne-bene-aumento-risorse-piano-anti-violenza/

Ordine del giorno su irrevocabilità della querela nei casi di stalking

Il decreto-legge che ha modificato il codice penale in materia di stalking è stato modificato dalle Commissioni riunite che hanno stabilito che la querela presentata per stalking sia irrevocabile solo se attiene a fatti commessi mediante minacce reiterate o se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. In tutti gli altri casi la remissione della querela può essere soltanto processuale. Un modifica introdotta con il fine di proteggere la donna da eventuali minacce e pressioni ma che può determinare nelle vittime un effetto psicologico completamente opposto, inducendole a rinunciare alla presentazione della querela. Ho quindi chiesto l’impegno del governo a prevedere un attento monitoraggio degli effetti della disposizione introdotta, valutando, al termine dello stesso, l’opportunità o meno di modificarne la norma in questione.

Qui il video del mio intervento in Aula: https://youtu.be/nRaZo-IPhYA

Interrogazione presunto stupro Fortezza Da Basso

Ho chiesto al ministero della Giustizia di fare chiarezza sul mancato ricorso in Cassazione da parte della Procura contro la sentenza della Corte di appello di Firenze, sul caso Fortezza da Basso, che ha portato all’assoluzione dei sei ragazzi condannati per stupro di gruppo in primo grado. Nell’interrogazione ho sollevato anche la necessità di valutare l’opportunità di un’ispezione per comprendere i motivi per cui l’accusa non ha fatto ricorso facendo diventare la pronuncia definitiva.

Qui puoi leggere l’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3/01667&ramo=CAMERA&leg=17

Qui la risposta del governo: http://www.adrianagalgano.it/wp-content/uploads/2017/12/galgano-risposta-interrogazione-stupro-fortezza-da-basso.jpg

Qui il video della discussione: https://youtu.be/EEWrGh7hbAg

Emendamento corsi formazione parità di genere per prevenire estremismi jiiadisti

Questo ordine del giorno, accolto dal governo, ha impegnato l’Esecutivo a valutare iniziative nelle scuole a favore dello sviluppo della parità di genere per contrastare la predicazione jihadista relativa all’inferiorità della donna, con la quale vengono giustificate feroci violenze contro le donne e la limitazione delle loro libertà.

Qui il video del mio intervento in Aula: https://youtu.be/4w_4BefHkSk

Rosatellum, ordine del giorno per garantire rappresentanza di genere nelle candidature

Le donne rappresentano la metà del talento e delle energie disponibili. È, pertanto, interesse del nostro Paese promuoverne l’effettiva parità di accesso alla vita politica. Per garantirla, non è sufficiente aumentare le quote di genere nella composizione delle liste, come previsto nel Rosatellum ma piuttosto si devono prevedere il monitoraggio della loro applicazione e sanzioni per il loro mancato rispetto. Con questo ordine del giorno ho impegnato il governo a farlo.

Puoi leggerlo qui: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/02352-AR/164&ramo=CAMERA&leg=17

Sottoscrizione del documento-appello per il rispetto della parità di genere nella legge elettorale Italicum

Sono stata tra i promotori del documento per il rispetto della parità di genere nella legge elettorale Italikum. Parità nella formazione delle liste e nella composizione del nuovo Parlamento e del nuovo governo. Le donne, infatti, detengono la metà del talento a disposizione e non sfruttarlo è una perdita per tutta la società. Anche perché una maggiore partecipazione delle donne alla vita politica del Paese significa più sviluppo e più opportunità.

Qui il video del mio intervento in Aula a sostegno dell’emendamento per il 50%-50%: https://www.youtube.com/watch?v=SUc6VBGb9Os&index=12&list=PL9ZlahkKVx07AB_6CDEYEvN9RaiDqMF4o

Emendamenti alle ‘Disposizioni volte a garantire l’equilibrio nella rappresentanza tra donne e uomini nei consigli regionali’

Ho presentato tre emendamenti per alzare al 50% la presenza delle donne nelle candidature per i consigli regionali perché è così che si garantisce la vera parità nelle opportunità. Emendamenti che, tuttavia, ho poi dovuto ritirare ma sono comunque serviti ad arrivare alla mediazione della rappresentanza 40%-60%: un passo avanti importante dato che oggi, in Italia, la presenza delle donne nei consigli regionali è pari, mediamente, al 20%. Ma la battaglia deve continuare. Il basso numero delle donne nella vita politica, infatti, compromette i processi democratici e, come dimostrano gli studi a livello internazionale, aumentarla costituisce anche un freno alla proliferazione della corruzione.

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/2646/

Proposta di legge per l’attribuzione del doppio cognome

Sono stata la prima firmataria della proposta di legge che va a normare le procedure per l’attribuzione del doppio cognome ai figli così come sancito dalla Corte costituzionale con la sentenza numero 286 del novembre 2016 che ha dichiarato l’incostituzionalità della norma che non lo rendeva possibile. Nella stessa sentenza, la Consulta sollecita il legislatore ad emanare “un indifferibile intervento legislativo, destinato a disciplinare organicamente la materia, secondo criteri finalmente consoni al principio di parità”. Tuttavia il Parlamento non ha ancora approvato alcuna normativa al riguardo. Per adeguarsi il ministero degli Interni ha emanato due circolari che, però, non hanno risolto le criticità burocratiche riscontrate dagli uffici amministrativi rendendo complicato, nei fatti, per i genitori attribuire ai figli anche il cognome della mamma. Con questa proposte di legge si va a colmare questo vuoto normativo garantendo il principio di parità genitoriale.

La conferenza stampa per presentare le iniziative parlamentari sul doppio cognome

Interrogazione trasmissione cognome materno

A novembre 2016 la Corte costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità della norma di sistema “nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno”, estendendo la pronuncia anche ai figli nati fuori dal matrimonio o adottati. Ho, quindi, depositato questa interrogazione per chiedere al governo quali misure intendesse mettere in campo per eliminare la discriminazione dell’attuale disciplina che rende molto complicato attribuire il cognome materno ai figli in modo da garantire il ‘diritto del minore all’identità personale unitamente al riconoscimento del paritario rilievo di entrambe le figure genitoriali nel processo di costruzione di tale identità’ come previsto dalla Costituzione.

Qui il testo dell’interrogazione: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=3/03072&ramo=CAMERA&leg=17

Qui la risposta del governo: http://www.adrianagalgano.it/wp-content/uploads/2017/11/galgano-risposta-interrogazione-doppio-cognome.jpg

Qui il video della discussione dell’interrogazione: https://youtu.be/6We22YXr2kk

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/cognome-materno-governo-convochi-tavolo/

Doppio cognome, criticità seconda circolare emanata da Ministero Interni

Sono tornata ad interrogazione il governo sulla questione della trasmissione del doppio cognome ai figli, possibilità disposta dalla sentenza della Corte costituzionale di ottobre, perché nella seconda circolare emanata dal ministero dell’Interno, a seguito della mia precedente interrogazione, si riscontrano diverse criticità che rendono difficile dare il cognome materno. Ho, quindi, chiesto di intervenire sulla suddetta circolare e di mettere in campo azioni per velocizzare l’iter di modifica e approvazione del disegno di legge 1628 ora in discussione al Senato che dovrebbe disciplinare la materia.

Qui il testo dell’interrogazione e la risposta del governo: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/11693&ramo=CAMERA&leg=17

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/doppio-cognome-si-velocizzi-iter-senato/

Al seminario ‘Genere femminile e media’ organizzato alla Camera per l’8 marzo

Richiesta istituzione ministero Pari opportunità in occasione celebrazione del 70° anniversario del suffragio alle donne

In occasione della celebrazione del 70° anniversario del suffragio alle donne, sono intervenuta in Aula per chiedere al governo di istituire il ministero delle Pari opportunità. In Italia, infatti, sul fronte della parità c’è ancora molto da fare: solo il 51% delle donne lavora, contro il 74 degli uomini e un’italiana guadagna in media 0,47 centesimi per ogni euro guadagnato da un uomo. Questa situazione genera due conseguenze negative: in primo luogo per le donne perché quelle che non lavorano, non sono libere di decidere della propria vita e, se vittime di violenze, è una condizione che diventa drammatica. In seconda istanza si ripercuote sulla società perché c’è un enorme potenziale di talenti al momento clamorosamente sottoutilizzato.

Qui il comunicato stampa: http://www.adrianagalgano.it/comunicati/8-marzo-il-governo-istituisca-ministero-pari-opportunita/

Proposta di legge sulla concordanza di genere

Sono stata prima firmataria della proposta di legge sulla concordanza di genere per fare in modo che in Italia si introduca pari trattamento nell’uso del linguaggio nell’ambito delle leggi e degli atti organizzativi, nonché nell’attribuzione dei titoli accademici, professionali, istituzionali od onorifici, concorrendo alla rimozione dei pregiudizi e degli stereotipi di genere. Le parole, infatti, formano identità individuali e collettive; affermano o negano diritti. Studiose in materia confermano che “la discriminazione, nelle sue diverse forme, è presente anche nei luoghi di lavoro, negli stadi, nelle procedure amministrative, nelle leggi”. Con l’obbligo della concordanza di genere quando un titolo funzionale è assegnato a una donna si intende, quindi, favorire in maniera decisiva il pari trattamento e la valorizzazione di genere, nonché una cultura che prenda atto e valorizzi il nuovo ruolo sociale delle donne, dando loro pari dignità e visibilità degli uomini in ogni ambito della vita pubblica e privata.

Qui puoi leggere la proposta di legge: http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0050530.pdf

Proposta di legge “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza”

La Corte di Cassazione ha riconosciuto lo status di cittadino italiano anche ai figli di donne che hanno perduto la cittadinanza a seguito di matrimonio con cittadini stranieri anche se contratto antecedentemente al 10 gennaio 1948 dando attuazione al principio di parità tra uomo e donna affermato dalla Carta costituzionale e colmando il ritardo che l’Italia aveva accumulato rispetto alla Convenzione di New York del 1979 sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne. Questa proposta di legge consente di abolire l’articolo 219 della legge 19 maggio 1975, n. 151, espressamente richiamato dall’articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, che subordina il riacquisto della cittadinanza a un’esplicita dichiarazione di volontà del soggetto interessato

Puoi consultarla qui: http://www.camera.it/leg17/126?tab=&leg=17&idDocumento=525&sede=&tipo=